Eccomi tornata per continuare il nostro approfondimento sulle pratiche naturali di guarigione. Stavolta parleremo dei rimedi che lavorano a metà sul piano prettamente fisico e quello emozionale: OLIGOTERAPIA, FIORI DI BACH, NUTRACEUTICA E AYURVEDA.
OLIGOTERAPIA. Il termine deriva dal greco oligos (poco) e indica un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di oligoelementi a dosi deboli, dell’ordine del milionesimo di grammo, che utilizza anche elementi minerali che appartengono al gruppo degli elementi plastici o degli elementi maggiori. Già gli egizi curavano le piaghe con ossido di zinco, i romani assumevano il ferro, i caldei indossavano braccialo di rame contro i dolori… erano gli albori di questa terapia, basata sull’uso di minerali presenti in tracce nel nostro organismo. Gli oligoelementi spesso sono somministrati nelle fasi acute di una malattia per curarla, ma l’obbiettivo è anche la modifica della propensione dell’organismo a contrarre dei disturbi, ed è quindi usata in via anche preventiva. L’oligoterapia nacque nel 1908 quando il medico francese Jacques Ménétrier ipotizzò che vari disturbi e patologie sono conseguenza di una particolare carenza di minerali che provoca blocchi a livello enzimatico o rallentamenti nel metabolismo. Negli anni 30 identificò quattro terreni organici associati ad alcuni oligoelementi, che definì diatesi. Queste diatesi corrispondono a condizioni dell’organismo caratterizzate da componenti fisiche, intellettuali ed emotive specifiche e proprie del soggetto. (continua…)

